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Nell’ultimo anno ci sono state numerose segnalazioni di carenza di personale nel settore retail. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, questo problema ha raggiunto livelli record e si prevede che continuerà anche nell’anno in corso. La situazione è aggravata a causa  della mancanza di manodopera in altri settori, che attraggono i dipendenti dei negozi con l’idea di trovare opportunità migliori. Ecco perché sempre più retailer utilizzano la tecnologia in-store per aumentare la soddisfazione del personale e ridurre il tasso di abbandono.

Molti dipendenti del retail sono stanchi dei compiti ordinari e, quindi, quando si presenta un’opportunità altrove, la colgono. Il ruolo dell’addetto al punto vendita deve cambiare e i retailer dovrebbero utilizzare soluzioni tecnologiche collaudate per rendere più agevoli le operazioni del negozio, eliminare le attività ripetitive e noiose e consentire al personale di dedicarsi maggiormente al servizio clienti e alla crescita del punto vendita.

Ecco 6 modi in cui la tecnologia in-store può aiutare a risolvere la carenza di personale.

1. La stampa e l’aggiornamento manuale delle etichette dei prezzi a scaffale sono inefficaci e rappresentano attività noiose per il personale. Ecco perché molti negozi utilizzano etichette elettroniche intelligenti (ESL) insieme a soluzioni di dynamic pricing per adeguare frequentemente e velocemente i prezzi alla disponibilità e alla domanda.

2. Il singolo processo in-store che richiede più tempo è il rifornimento, quindi è logico che molti negozi introducano soluzioni come la geolocalizzazione e lo shelf flash per accelerare il processo, risparmiare risorse e ridurre l’insoddisfazione dei clienti.

3. Durante la pandemia, alcuni negozi erano più preparati di altri alla crescente domanda di servizi click & collect, con il risultato che dei punti vendita hanno utilizzato soluzioni di digital picking avanzate mentre altri solo carta e penna per prelevare i prodotti degli ordini online, con conseguente sovraccarico di lavoro del personale e ritardo delle consegne ai clienti.

4. Per evitare il dispendioso compito di andare alla ricerca degli spazi vuoti e dei prodotti mancanti sullo scaffale, i retailer hanno introdotto nel punto vendita soluzioni come la machine vision (es. Pricer Shelf Vision) per identificare più rapidamente le esigenze di rifornimento e garantire la massima disponibilità sullo scaffale.

5. Per non perdere tempo nel tracciamento dei prodotti in scadenza, i retailer hanno introdotto soluzioni avanzate integrate di gestione degli sprechi con il sistema ESL per adeguare dinamicamente i prezzi per promuovere i prodotti che potrebbero essere in scadenza ed evidenziare quelli che potrebbero necessitare di una sostituzione imminente.

6. I processi manuali dello store creano vulnerabilità quando i dipendenti chiave se ne vanno, motivo per cui i negozi introducono processi digitali strutturati per rendere più facile l’inserimento di nuovi dipendenti e l’introduzione di lavoratori a tempo determinato.

 

Avere un mercato del lavoro migliore significa fare in modo che i dipendenti abbiano più opzioni rispetto a prima e siano meno disponibili a occuparsi di compiti banali e processi noiosi. La tecnologia in-store può rendere il lavoro più attraente e migliorare la soddisfazione del personale. La maggiore efficienza può anche ridurre i costi delle merci in un momento in cui l’inflazione è uno dei pensieri dei consumatori e consentire al personale di dedicare più tempo a prendersi cura dei clienti.

I consumatori sono meno disposti a tollerare scaffali vuoti e servizi scadenti, come mostra il nostro recente sondaggio / Retail Europe: Shopper Outlook Report di Pricer. Per avere successo nel retail post-pandemia, i negozi devono introdurre processi in-store più efficaci per consentire una migliore Customer Experience.

 

Pubblicato il 7 aprile 2022

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